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La
"vita secondo lo Spirito" è per la manifestazione dell'umano, per il suo
compimento, oltre ogni sua banalizzazione nelle illusioni moderne
dell'autorealizzazione autonoma che non poche volte ha dato adito (quasi
come immancabili eterogenesi dei fini) a riduzionismi di ogni sorta, dove
l'umano è andato perduto o si è oltremodo disorientato fino alla più
estrema incoscienza.
Una più decisa qualità spirituale
dell'evangelizzazione sarà allora in funzione del superamento
dell'estrinsecismo tra religione cristiana e umanesimo. Talvolta praticato
anche nelle esperienze (pretese) cristiane, questo estrinsecismo è un
pregiudizio insopportabile, assolutamente innaturale per un cristianesimo
che resta "salvezza dell'uomo", redenzione di ogni uomo, di tutti gli
uomini, di tutto l'umano.
Predicando Cristo e il suo Vangelo
di pace, di giustizia e di amore, la Chiesa si immerge dentro la vita
dell'uomo, interpretandola dal profondo e condividendone le angosce e le
speranze, tutto riportando al suo ultimo fondamento.
(cita GS 10)
don Antonio Staglianò, Pensare la
fede - cristianesimo e formazione teologica in un mondo che cambia,
Città Nuova, Roma 2004. |