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Giovanni Paolo II a Bologna 7.6.1988
Per l'evangelizzazione di oggi non bastano i monumenti di un'evangelizzazione già compiuta in passato. Per una nuova evangelizzazione ci vuole una nuova cultura, una nuova inculturazione: non monumenti del passato ma cultura dei nostri contemporanei, cultura delle nostre istituzioni odierne, cultura della nostra società attuale... Siamo tutti impegnati o almeno siamo tutti chiamati ad essere impegnati in questo processo di nuova evangelizzazione e di nuova inculturazione
GIACOMO BIFFI, Memorie e digressioni di un italiano cardinale, Ed. Cantagalli, Siena 2007, pag. 222 "l'idea di cultura".

Innumerevoli sono le definizioni di "cultura"  che sono state date. E' una foresta nella quale è facile perdersi...

I tre significati primari

1. Il primo è un'eredità irrinunciabile del mondo classico, che ci propone un'immagine di origine agricola: cultura è la coltivazione dell'uomo nella sua vita interiore.. mediante i valori assoluti del vero, del bene, del giusto e del bello.

Si passò poi ad ampliare il concetto per indicare il patrimonio di verità, di rettitudine, di bellezza acquisito da una persona.

Con l'esaltazione dell'idea di popolo e di nazione, il termine prese anche una dimensione collettiva. e si cominciò a parlare della cultura di un paese, di una gente, di una comunità umana; cioè delle sue scuole e dei suoi istituti di ricerca, nonché della sua produzione filosofica, letteraria, giuridica, artistica, musicale.

2. Dalla seconda metà del XIX secolo, a partire dal linguaggio delle discipline antropologiche ed etnologiche.. Cultura di un raggruppamento umano è la totalità dei suoi elaborati e dei suoi comportamenti in tutti i campi, posseduta a titolo di patrimonio comune. Non ha alcuna importanza il valore oggettivo del prodotto.. si potrà parlare di una "cultura contadina" e di una "cultura operaia".

3. Lungo il XX secolo si afferma anche una terza eccezione. Cultura viene ad indicare un sistema concordato di valutazione delle idee, degli atti, degli eventi, e quindi anche un complesso di "modelli" di vita socialmente ricercati o quantomeno accolti. Ogni cultura supporrà una specifica "gerarchia di valori" proposta e accettata.. così ci sarà una cultura idealista, una cultura marxista, una cultura radicale, eccetera.  

La cultura cristiana.

Si può e si deve parlare di cultura cristiana in tutti i sensi appena esplorati.

La coltivazione dell'uomo davvero adeguata è quella cristiana dal momento che solamente nel mistero del Verbo incarnato trova luce il mistero dell'uomo (Gaudium et spes 22).. Ogni altra cultura rischia di essere arbitraria e manipolante.. Il credente dovrà ricercare i valori del vero, del giusto, del bello dovunque si trovino e dovranno essere assimilati per se stessi, senza inutili sacralizzazioni, nella certezza che, quando sono autentici (oggettivamente o incoativamente), sempre essi ci avvicinano e ci conformano a Cristo..

La comunità cristiana deve prendere coscienza dei suoi altissimi meriti conseguiti nella storia e mantenere viva attenzione ai suoi capolavori.

 

 

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