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PAOLO VI - Il Credo del Popolo di Dio |
Noi crediamo in un
solo Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo. Creatore delle cose
visibili come questo mondo ove trascorre la nostra vita fuggevole,
delle cose invisibili quali sono i puri spiriti, chiamati altresì
angeli, e Creatore in ciascun uomo dell’anima spirituale e
immortale.
Noi crediamo che questo unico Dio è assolutamente uno nella sua
essenza infinitamente santa come in tutte le sue perfezioni, nella
sua onnipotenza, nella sua scienza infinita, nella sua provvidenza,
nella sua volontà e nel suo amore. Egli è Colui che è, come egli
stesso lo ha rivelato a Mosè; ed Egli è Amore, come ce lo insegna
l’Apostolo Giovanni, cosicché questi due nomi: Essere e Amore,
esprimono ineffabilmente la stessa Realtà divina di Colui, che ha
voluto darsi a conoscere a noi, che “abitando in una luce
inaccessibile” è in Sé stesso al di sopra di ogni nome, di tutte le
cose e di ogni intelligenza creata. Dio solo può darci la conoscenza
giusta e piena di Sè stesso, rivelandosi come Padre, Figlio e
Spirito Santo, alla cui eterna vita noi siamo chiamati per grazia di
Lui a partecipare, quaggiù nell’oscurità della fede, e oltre la
morte, nella luce perpetua, l’eterna vita. I mutui vincoli che
costituiscono eternamente le tre Persone, le quali sono ciascuna
l’unico e identico Essere divino, sono la beata vita intima di Dio
tre volte santo, infinitamente al di là di tutto ciò che noi
possiamo concepire secondo l’umana misura.. Intanto rendiamo grazia
alla bontà divina per il fatto che moltissimi credenti possono
attestare con noi, davanti agli uomini, l’Unità di Dio, pur non
conoscendo il mistero della Santissima Trinità.
Noi dunque crediamo al Padre che genera eternamente il Figlio; al
Figlio, Verbo di Dio, che è eternamente generato; allo Spirito
Santo, Persona increata che procede dal Padre e dal Figlio come loro
eterno Amore. In tal modo, nelle tre Persone divine, coaeternae sibi
et coaequales,sovrabbondano e si consumano, nella sovraeccellenza e
nella gloria proprie dell’Essere increato, la vita e la beatitudine
di Dio perfettamente uno; e sempre “deve essere venerata l’unità
nella Trinità e la Trinità nell’Unità”.
Noi crediamo in nostro Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio. Egli è il
Verbo eterno, nato dal Padre prima di tutti i secoli, e al Padre
consustanziale, homoousios to Patri; e per mezzo di Lui tutto è
stato fatto. Egli si è incarnato per opera dello Spirito nel seno
della Vergine Maria, e si è fatto uomo: eguale pertanto al Padre
secondo la divinità, e inferiore al Padre secondo l’umanità, ed Egli
stesso uno, non per una qualche impossibile confusione delle nature
ma per l’unità della persona.
Egli ha dimorato in mezzo a noi pieno di grazia e di verità. Egli ha
annunciato e instaurato il Regno di Dio, e in sé ci ha fatto
conoscere il Padre. Egli ci ha dato il suo Comandamento nuovo, di
amarci gli uni gli altri com’Egli ci ha amato. Ci ha insegnato la
via delle Beatitudini del Vangelo: povertà in spirito, mitezza,
dolore sopportato nella pazienza, sete della giustizia,
misericordia, purezza di cuore, volontà di pace, persecuzione
sofferta per la giustizia. Egli ha patito sotto Ponzio Pilato,
Agnello di Dio che porta sopra di Sé i peccati del mondo, ed è morto
per noi sulla Croce, salvandoci col suo Sangue Redentore. Egli è
stato sepolto e, per suo proprio potere, è risorto nel terzo giorno,
elevandoci con la sua Risurrezione alla partecipazione della vita
divina, che è la vita della grazia. Egli è salito al Cielo, e verrà
nuovamente, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, ciascuno
secondo i propri meriti; sicché andranno alla vita eterna coloro che
hanno risposto all’Amore e alla Misericordia di Dio, e andranno al
fuoco inestinguibile coloro che fino all’ultimo vi hanno opposto il
loro rifiuto.
E il suo Regno non avrà fine.
Noi crediamo nello Spirito Santo che è Signore e dona la vita; che è
adorato e glorificato col Padre e col Figlio. Egli ci ha parlato per
mezzo dei profeti, ci è stato inviato da Cristo dopo la sua
Risurrezione e la sua Ascensione al Padre; Egli illumina, vivifica,
protegge e guida la Chiesa, ne purifica i membri, purchè non si
sottraggano alla sua grazia. La sua azione, che penetra nell’intimo
dell’anima, rende l’uomo capace di rispondere all’invito di Gesù:
“Siate perfetti com’è perfetto il Padre vostro celeste” (Mt 5,48).
Noi crediamo che Maria è la Madre, rimasta sempre Vergine, del Verbo
incarnato, nostro Dio e Salvatore Gesù Cristo, e che, a motivo di
questa singolare elezione, Ella, in considerazione dei meriti di suo
Figlio, è stata redenta in modo più eminente, preservata da ogni
macchia del peccato originale e colmata del dono della grazia più
che tutte le altre creature.
Associata ai Misteri della Incarnazione e della Redenzione con un
vincolo stretto e indissolubile la Vergine Santissima, l’Immacolata,
al termine della sua vita terrena è stata elevata in corpo e anima
alla gloria celeste e configurata a suo Figlio risorto, anticipando
la sorte futura di tutti i giusti; e noi crediamo che la Madre
Santissima di Dio, Nuova Eva, Madre della Chiesa, continua in cielo
il suo ufficio materno riguardo ai membri di Cristo, cooperando alla
nascita e allo sviluppo della vita divina nelle anime dei redenti.
Noi crediamo che in Adamo tutti hanno peccato: il che significa che
la colpa originale da lui commessa ha fatto cadere la natura umana,
comune a tutti gli uomini, in uno stato di cui essa porta le
conseguenze di quella colpa, e che non è più lo stato in cui si
trovava all’inizio nei nostri progenitori, costituiti nella santità
e nella giustizia, e in cui l’uomo non conosceva né il male né la
morte. E’ la natura umana, così decaduta, spogliata della grazia che
la rivestiva, ferita nelle sue proprie forze naturali e sottomessa
al dominio della morte, che viene trasmessa a tutti gli uomini; ed è
in tal senso che ciascun uomo nasce nel peccato.
Noi dunque professiamo col Concilio di Trento, che il peccato
originale viene trasmesso con la natura umana, “non per imitazione,
ma per propagazione”, e che esso pertanto è, “proprio a ciascuno”.
Noi crediamo che nostro Signore Gesù Cristo mediante il Sacrificio
della Croce ci ha riscattati dal peccato originale e da tutti i
peccati commessi da ciascuno di noi, in maniera tale che - secondo
la parola dell’Apostolo - “là dove aveva abbondato il peccato, ha
sovrabbondato la grazia”.
Noi crediamo in solo Battesimo, istituito da nostro Signore Gesù
Cristo per la remissione dei peccati. Il Battesimo deve essere
amministrato anche ai bambini che non hanno ancora potuto rendersi
colpevoli di alcun peccato personale, affinché essi, nati privi
della grazia soprannaturale, rinascano “dall’acqua e dallo Spirito
Santo” alla vita divina in Gesù Cristo.
Noi crediamo nella Chiesa una, santa, cattolica e apostolica,
edificata da Gesù Cristo sopra questa pietra, che è Pietro. Essa è
il Corpo mistico di Cristo, insieme società visibile, costituita di
organi gerarchici, e comunità spirituale; essa è la Chiesa
terrestre, Popolo di Dio pellegrinante quaggiù, e la Chiesa ricolma
dei beni celesti, essa è il germe e la primizia del Regno di Dio,
per mezzo del quale continuano, nella trama della storia umana,
l’opera e i dolori della Redenzione, e che spira al suo compimento
perfetto al di là del tempo, nella gloria. Nel corso del tempo, il
Signore Gesù forma la sua Chiesa mediante i Sacramenti, che emanano
dalla sua pienezza. E’ con essi che la Chiesa rende i propri membri
partecipi del Mistero della Morte e della Risurrezione di Cristo,
nella grazia dello Spirito Santo, che le dona la vita e azione. Essa
è dunque santa, pur comprendendo nel suo seno dei peccatori, giacché
essa non possiede altra vita se non quella della grazia: appunto
vivendo della sua vita, i suoi membri si santificano, come,
sottraendosi alla sua vita, cadono nei peccati e nei disordini, che
impedisco l’irradiazione della sua santità. Perciò la Chiesa soffre
e fa penitenza per tali peccati, da cui peraltro ha il potere di
guarire i suoi figli con il Sangue di Cristo ed il dono dello
Spirito Santo.
Erede delle promesse divine e figlia di Abramo secondo lo spirito,
per mezzo di quell’Israele di cui custodisce con amore le Scritture
e venera i Patriarchi e i Profeti; fondata sugli Apostoli e
trasmettitrice, di secolo in secolo, della loro parola sempre viva e
dei loro poteri di Pastori nei Successori di Pietro e nei Vescovi in
comunione con lui; costantemente assistita dallo Spirito Santo, la
Chiesa ha la missione di custodire, insegnare, spiegare e diffondere
la verità, che Dio ha manifestato in una maniera ancora velata per
mezzo dei Profeti e pienamente per mezzo del Signore Gesù. Noi
crediamo tutto ciò che è contenuto nella Parola di Dio,scritta o
tramandata, e che la Chiesa propone a credere come divinamente
rivelata sia con un giudizio solenne, sia con il magistero ordinario
e universale. Noi crediamo nell’infallibilità, di cui fruisce il
Successore di Pietro, quando insegna ex cathedra come Pastore e
Dottore di tutti i fedeli, e di cui è dotato altresì il collegio dei
vescovi, quando esercita con lui il magistero supremo.
Noi crediamo che la Chiesa, che Gesù ha fondato e per la quale ha
pregato, è indefettibilmente una nella fede, nel culto e nel vincolo
della comunione gerarchica.Nel seno di questa Chiesa, sia la ricca
varietà dei riti liturgici, sia la legittima diversità dei patrimoni
teologici e spirituali e delle discipline particolari lungi dal
nuocere alla sua unità, la mettono in maggiore evidenza.
Riconoscendo poi, al di fuori dell’organismo della Chiesa di Cristo,
l’esistenza di numerosi elementi di verità e di santificazione che
le appartengono in proprio e tendono all’unità cattolica, e credendo
all’azione dello Spirito Santo che nel cuore dei discepoli di Cristo
suscita l’amore per tale unità, noi nutriamo speranza che i
cristiani, i quali non sono ancora nella piena comunione con l’unica
Chiesa, si riuniranno un giorno in un solo gregge con un solo
Pastore.
Noi crediamo che la Chiesa è necessaria alla salvezza perché Cristo,
che è il solo Mediatore e la sola via di salvezza, si rende presente
per noi nel suo Corpo, che è la Chiesa. Ma il disegno divino della
salvezza abbraccia tutti gli uomini: e coloro che, senza propria
colpa, ignorano il vangelo di Cristo e la sua Chiesa, ma cercano
sinceramente Dio e sotto l’influsso della sua grazia si sforzano di
compiere la sua volontà riconosciuta nei dettami della loro
coscienza, anch’essi in un numero che Dio solo conosce, possono
conseguire la salvezza.
Noi crediamo che la Messa,celebrata dal Sacerdote che rappresenta la
persona di Cristo in virtù del potere ricevuto nel sacramento
dell’Ordine e da lui offerta nel nome di Cristo e dei membri del suo
Corpo mistico, è il Sacrificio del Calvario reso sacramentalmente
presente sui nostri altari.
Noi crediamo che, come il pane e il vino consacrati dal Signore
nell’Ultima Cena sono stati convertiti nel suo Corpo e nel suo
Sangue che di lì a poco sarebbero stati offerti per noi sulla Croce,
allo stesso modo il pane e il vino consacrati dal Sacerdote sono
convertiti nel Corpo e nel Sangue di Cristo gloriosamente regnante
nel Cielo. Crediamo che la misteriosa presenza del Signore, sotto
quello che continua ad apparire come prima ai nostri sensi, è una
presenza vera, reale e sostanziale.
Pertanto Cristo non può essere presente in questo Sacramento se non
mediante la conversione nel suo Corpo della realtà stessa del pane e
mediante la conversione nel suo Sangue della realtà stessa del vino,
mentre rimangono immutate soltanto le proprietà del pane e del vino
percepite dai nostri sensi. Questa conversione misteriosa è chiamata
dalla Chiesa, in maniera assai appropriata, transustanziazione. Ogni
spiegazione teologica, che tenti di penetrare in qualche modo questo
mistero, per essere in accordo con la fede cattolica deve mantenere
fermo che nella realtà obiettiva, indipendentemente dal nostro
spirito, il pane e il vino hanno cessato di esistere dopo la
consacrazione. Da quel momento sono il Corpo e il Sangue adorabili
del Signore Gesù ad essere realmente dinanzi a noi sotto le specie
sacramentali del pane e del vino, proprio come il Signore ha voluto,
per donarsi a noi in nutrimento e per associarci all’unità del suo
Corpo mistico.
L’unica e indivisibile esistenza del Signore glorioso nel Cielo non
è moltiplicata, ma è resa presenta dal Sacramento, nei numerosi
luoghi della terra dove si celebra la Messa: ecco che abbiamo di
fronte quel Mistero di fede e di ricchezze eucaristiche, al quale
dobbiamo prestare il nostro assenso senza riserve.
Dopo il Sacrificio, tale esistenza rimane presente nel Santo
Sacramento, che è, nel tabernacolo, il cuore vivente di ciascuna
delle nostre chiese. Ed è per noi un dovere dolcissimo onorare e
adorare nell’Ostia santa, che vedono i nostri occhi, il Verbo
Incarnato, che essi non possono vedere e che, senza lasciare il
Cielo, si è reso presente dinanzi a noi.
Noi confessiamo che il Regno di Dio, cominciato quaggiù nella Chiesa
di Cristo, non è di questo mondo, la cui figura passa. La sua vera
crescita non può essere confusa con il progresso della civiltà della
scienza e della tecnica umane, ma consiste nel conoscere sempre più
profondamente le imperscrutabili ricchezze di Cristo, nello sperare
sempre più fortemente i beni eterni, nel rispondere sempre più
ardentemente all’amore di Dio, e nel dispensare sempre più
abbondantemente la grazia e la santità tra gli uomini. Ma è questo
stesso amore che porta la Chiesa a preoccuparsi costantemente del
vero bene temporale degli uomini. Mentre non cessa di ricordare ai
suoi figli che essi non hanno quaggiù stabile dimora, essa li spinge
anche a contribuire - ciascuno secondo la propria vocazione ed i
propri mezzi - al bene della loro città terrena, a promuovere la
giustizia, la pace e la fratellanza tra gli uomini, a prodigare il
loro aiuto ai propri fratelli, soprattutto ai più poveri e ai più
bisognosi. L’intensa sollecitudine della Chiesa, Sposa di Cristo,
per le necessità degli uomini, per le loro gioie e loro speranze, i
loro sforzi e i loro travagli, non è quindi altra cosa che il suo
grande desiderio di esser loro presente per illuminarli con la luce
di Cristo e adunarli tutti in Lui, unico loro Salvatore. Tale
sollecitudine non può mai significare che la Chiesa conformi sé
stessa alle cose di questo mondo, o che diminuisca l’ardore
dell’attesa del suo Signore e del Regno eterno.
Noi crediamo nella vita eterna. Noi crediamo che le anime di tutti
coloro che muoiono nella grazia di Cristo, sia che debbono ancora
essere purificate nel Purgatorio, sia che dal momento in cui
lasciano il proprio corpo siano accolte da Gesù in Paradiso, come
Egli fece per il Buon Ladrone, costituiscono il Popolo di Dio
nell’aldilà della morte, la quale sarà definitivamente sconfitta nel
giorno della Risurrezione, quando queste anime saranno riunite ai
propri corpi.
Noi crediamo che la moltitudine delle anime che sono riunite intorno
a Gesù e a Maria in Paradiso, forma la Chiesa del Cielo, dove esse
nella beatitudine eterna vedono Dio così com’è e dove sono anche
associate, in diversi gradi, con i Santi Angeli al governo divino
esercitato da Cristo glorioso, intercedendo per noi ed aiutando la
nostra debolezza con la loro fraterna sollecitudine.
Noi crediamo alla comunione tra tutti i fedeli di Cristo,di coloro
che sono pellegrini su questa terra, dei defunti che compiono la
propria purificazione e dei beati del Cielo, i quali tutti insieme
formano una sola Chiesa; noi crediamo che in questa comunione
l’amore misericordioso di Dio e dei suoi Santi ascolta costantemente
le nostre preghiere, secondo la parola di Gesù: Chiedete e
riceverete.
E con la fede e nella speranza, noi attendiamo la Risurrezione dei
morti e la vita del mondo che verrà.
Sia benedetto Dio Santo, Santo, Santo. Amen.
“Il mio predecessore Paolo VI vi ha voluto riunire nel Credo del
Popolo di Dio gli elementi essenziali della fede cattolica,
soprattutto quelli che offrivano una più grande difficoltà, oppure
rischiavano di essere misconosciuti. E’ questo un riferimento sicuro
per il contenuto della catechesi.” Giovanni Paolo II
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