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Padre Pio da Pietralcina, santo

Di questo frate cappuccino con le stimmate disse il papa Paolo VI il 20 febbraio 1971:

"Guardate che fama ha avuto! Ma perché? Forse perché era un filosofo? Perché aveva mezzi a disposizione?.. No. Ma perché diceva la Messa umilmente, confessava dal mattino alla sera, ed era, difficile a dirlo, rappresentante stampato delle stigmate di nostro Signore. Era uomo di preghiera e di sofferenza".

Biografia. Nacque il 25 maggio 1887 a Pietralcina (BN) e il giorno seguente fu battezzato col nome di Francesco. Il 6 gennaio 1903 iniziò il noviziato col nome di fra Pio. Il 10 agosto 1910 fu ordinato sacerdote nel duomo di Benevento. Da questo momento si manifestarono le stigmate invisibili ma doloranti.

Il 6 novembre 1915 fu chiamato alle armi; riformato il 16 marzo 1918 per broncoalveolite doppia.

Il 20 settembre 1918 a San Giovanni Rotondo (FG) pregando davanti al crocifisso del coro della vecchia chiesina p. Pio ricevette la stimmatizzazione, con le cinque piaghe (costato sin a forma di croce, tondeggianti alle mani e ai piedi) che rimasero aperte e sanguinanti fino alla morte.

1931: venne sospeso per due anni dagli atti di ministero e obbligato a celebrare la Messa in privato.

1947: inizio dei lavori della Casa Sollievo della Sofferenza.

1968: convegno internazionale dei Gruppi di Preghiera.

Il 22 settembre 1968 celebra l'ultima Messa. Il 23 settembre alle 2.30 muore.

 

da una lettera al suo padre spirituale sul suo ministero (Epistolario I, 1246):

Confesso innanzi tutto che per me è una grande disgrazia il non sapere esprimere e mettere fuori tutto questo vulcano sempre acceso che mi brucia e che Gesù ha immesso in questo cuore così piccolo.

Il tutto si compendia in questo: sono divorato dall'amore di Dio e dall'amore del prossimo. Dio per me è sempre fisso nella mente e stampato nel cuore. Mai lo perdo di vista: mi tocca ammirarne la sua bellezza, i suoi sorrisi, ed i suoi turbamenti, le sue misericordie, le sue vendette o meglio i rigori della sua giustizia.

Immaginate voi con tutta questa privazione di libertà propria, con tutto questo legamento di potenze sia spirituali che corporali da quali sentimenti sia divorata la povera anima.

Credetemi pure, padre, che delle sfuriate, che alle volte ho fatto, sono causate proprio da questa dura prigionia, chiamiamola pure fortunata.

Come è possibile vedere Dio che si contrista pel male e non contristarsi parimenti? veder Dio che è sul punto di scaricare i suoi fulmini, e per pararli altro rimedio non vi è se non alzando una mano a trattenere il suo braccio, e l'altra rivolgerla concitata al proprio fratello, per un duplice motivo: che gittino via il male e che si scostino, e presto, da quel luogo dove sono, perchè la mano del giudice è per scaricarsi su di esso?..

Per i fratelli, poi? Ahimé! Quante volte, per non dire sempre, mi tocca dire a Dio giudice, con Mosé: o perdona a questo popolo o cancellami dal libro della vita...

 

da un'altra lettera sulle stimmate visibili (Ep.I, 1093)

Cosa dirvi a riguardo di ciò che mi domandate, del come sia avvenuta la mia crocifissione?

Mio Dio! che confusione e che umiliazione io provo nel dover manifestare ciò che Tu hai operato in questa meschina creatura!

Era la mattina del 20 dello scorso mese in coro, dopo la celebrazione della Santa Messa allorché venni sorpreso dal riposo simile ad un dolce sonno. Tutti i sensi interni ed esterni nonché le stesse facoltà dell'anima si trovarono in una quiete indescrivibile.

In tutto questo vi fu un totale silenzio intorno a me e dentro di me: vi subentrò subito una gran pace e abbandono alla completa privazione del tutto ed una posa nella stessa rovina.

Tutto questo avvenne in un baleno. E mentre tutto questo si andava operando, mi vidi dinanzi un misterioso Personaggio, simile a quello visto la sera del 5 agosto, che differenziava in questo solamente, che aveva le Mani, i Piedi e il Costato che grondavano sangue.

La sua vista mi atterrisce; ciò che sentii in quell'istante in me non saprei dirvelo. Mi sentivo morire e sarei morto se il Signore non fosse intervenuto a sostenere il cuore, il quale me lo sentivo sbalzare dal petto. La vista del Personaggio si ritira ed io mi avvidi che mani, piedi e costato erano trafitti e grondavano sangue.

Immaginate lo strazio che esperimentai allora e che vado esperimentando continuamente quasi tutti i giorni. la ferita del cuore getta assiduamente del sangue, specie dal giovedì a sera fino al sabato.

Padre mio, io muoio di dolore per lo strazio e per la confusione susseguente che provo nell'intimo dell'anima! Temo di morire dissanguato se il Signore non ascolta i gemiti del mio povero cuore col ritirare da me questa operazione.

Mi farà questa grazia Gesù che è tanto buono? Toglierà almeno da me questa confusione che io esperimento per questi segni esterni?

 

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