inforo.it dal Progetto Culturale CEI per i Cappellani Militari

 

  home | link | biblio | piano com | contatta

           

 

JACQUES FESC  1930-1957

 

R. FRANCAVILLA, Jacques Fresch. L'avventura della fede di un condannato a morte, Paoline, Milano 2006, pagg. 384.

 vedi anche l'interessante sito dell'autore su Fesch   www.ruggierofrancavilla.com

anche: www.santiebeati.it     http://it.wikipedia.org/wiki/Jacques_Fesch  

più completo in francese   http://fr.wikipedia.org/wiki/Jacques_Fesch

 
Don Giacomo Medica, un salesiano, fece conoscere in Italia la figura di questo giovane, uno sbandato, da poco sposato e padre di due bimbi, colpevole dell'uccisione di un poliziotto il 25 febbraio 1954, condannato alla ghigliottina dopo essersi convertito in carcere attraverso un itinerario straordinario, recuperando "la fede sensibile della prima comunione". Il card. Lustiger ne ha introdotto la causa di beatificazione. Quest'ultimo volume, del carmelitano Ruggiero Francavilla, fa scoprire come le vicende della vita brevissima e intensissima di Jacques rivelano la presenza della mano di Dio che guida i nostri passi e, senza infrangere la nostra libertà, sa volgere ogni cosa al bene, fino alla più completa riabilitazione: il giovane che sale al patibolo il 1 ottobre 1957, a ventisette anni, è un essere nuovo e integro come Adamo quando uscì dalle mani di Dio, il mattino dell'ultimo giorno della creazione. 

Giornale intimo, 7 settembre 1957

Sono sempre meravigliosamente portato e avido dell'Amore di Gesù. Vorrei tanto che Egli facesse in modo che Lo amassi di più. Sono pieno di ambizioni, nonostante la mia pochezza e il poco tempo che mi resta da vivere. Voglio che il caro Gesù mi conduca a sé, tanto tanto in alto!

Nulla domandare, nulla rifiutare, ripeteva spesso il dolce san Francesco di Sales... Non si deve domandare se non ciò che il Signore vuole che avvenga. Lasciamoci plasmare dalle dita del divino scultore, che Egli faccia ciò che vorrà; noi dobbiamo vigilare su una cosa sola: restare materia maneggevole, oleata, la più dolce che ci sia...

Indovino subito le critiche: "non bisogna esagerare!". Eh, sì, per l'appunto! Se esageriamo, anche Dio esagererà nella distribuzione dei suoi doni, e non ci perdiamo nulla nel cambio...

 

Lettera del 20 settembre 1957

Mamma cara, ecco, l'epilogo si avvicina... forse ancora cinque giorni da vivere, al massimo dieci... Preferisco che Pierrette non sappia nulla in anticipo, e vorrei tanto che sia tu la prima a farglielo sapere... che non l'apprenda leggendo i giornali o ascoltando la radio; così t'incarico di questo compito penoso...

Avrei soprattutto voluto farti capire la croce. L'Amore Crocifisso! C'è un crimine più grande di questo? E' questo sacrificio che salva, ed è per mezzo di esso che Gesù continua a vivere quaggiù. Comprendi, dunque?

La mia morte non è che una riedizione ben miserabile del calvario! E' ingiusta, inumana e barbara. L'accetto come tale e la offro per quelli che il Signore vuole salvare. E' un grande sacrificio e questo sangue che colerà, apparentemente invano, sarà rigenerante.

Bisogna proprio che tu mantenga la promessa che mi hai fatto di accettare questa morte, diversamente non me ne andrei in pace. Devi prepararti a tutto quello che succederà con la preghiera, e riconducendo tutto a Dio, invece di fare del tuo dolore il centro del mondo. Pierrette vada a confessarsi e a comunicarsi. Arrivederci in Dio. Jacques

 

 home | link | biblio | piano com | contatta